Alle Bonicalzi

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Tra gli artisti italiani partecipanti all’International Light Painting Award 2016 c’era anche Alle Bonicalzi, new entry nel panorama italiano del light painting.
Alle è una fotografa lombarda che attualmente sta portando avanti un progetto dedicato all’universo femminile. “Alle Donne”, questo è il nome del progetto, si propone di ritrarre la vita partendo dall’esperienza delle donne, dalla loro quotidianità e di coloro che hanno legami e vivono insieme a loro come per esempio i mariti, i compagni, i genitori, le amiche, ecc.
Le ho fatto qualche domanda per conoscerla meglio e conoscere meglio il suo progetto.

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INTERVISTA AD ALLE BONICALZI
1. Come e quando hai scoperto il light painting?
Che il light painting fosse una tecnica fotografica legata alla lunga esposizione e all’utilizzo attivo di fonti luminose diegetiche lo sapevo da tempo, ma è stato solo un paio d’anni fa che mi è capitato di cimentarmi praticamente con la pittura di luce e di scoprire che, al di là di facili effetti speciali e giochetti luminosi, potevo applicare questa tecnica al ritratto con interessanti risultati ‘pittorici’. All’epoca partecipavo al GSFP (Gruppo di Supporto per Fotografi Pigri), una sorta di massacrante laboratorio fotografico on line progettato e coordinato da Sara Lando. Nell’arco di quattro mesi, ciascuno di noi doveva portare avanti  – tra l’altro – un progetto personale. Il mio prevedeva la realizzazione di 10 autoritratti monocromi, ispirati alla pittura (una vistata qui: http://www.allebonicalzi.com/alle-donne/colpi-di-testa-colori-colori-colori/). Settimana dopo settimana sperimentai di tutto, fino a giungere all’ultimo scatto: il viola (mio colore preferito), con cui volevo citare il lavoro di Francis Bacon. Dopo essermi illuminata e pitturata in tutti i modi che mi fossero venuti in mente (compreso l’uso di una vernice fosforescente distribuita su tutto il viso!), l’ultima cosa che mi restava da fare era dipingermi – letteralmente e unicamente – di luce. L’esperienza fu fantastica, il risultato interessante, l’amore totale! Da allora non mi sono più fermata! Ho continuato con l’autoritratto (anche per la sua comodità: la modella è sempre presente all’appello!) ma, contemporaneamente, ho avviato una sperimentazione (che oggi è un lavoro a tutti gli effetti) sul ritratto in generale e sul ritratto femminile in particolare.

2. Tu che sei una fotografa a tutto tondo pensi che il light painting abbia qualche potenziale in più rispetto alle altre tecniche?
Io sono nata come fotografa di reportage e sono approdata al ritratto tramite la fotografia di matrimonio e di famiglia. Amo fotografare le persone e mettere in luce (!) le relazioni tra loro. E amo restituire loro una narrazione di sé che sia ’spendibile’, maneggiabile (per questo stampo sempre e stampo ‘bene’ ossia su carte e con inchiostri di pregio). Tuttavia, in passato, non ero del tutto soddisfatta del mio lavoro, era come se mi mancasse qualcosa. Ero alla ricerca di un senso più profondo: cercavo un significato e una direzione di ricerca che giustificasse maggiormente il mio amore per la fotografia e il mio contributo in un’epoca – questa – in cui tutti producono immagini e tutti si sentono fotografi.Di-Donne-e-di-Dee-ritratti-in-light-painting-allebonicalzi-2
Ecco. L’applicazione della tecnica del light painting al ritratto è stata ed è proprio questo per me: la scoperta di una dimensione significante, sia esteticamente sia culturalmente. Fare e farsi fare un ritratto in light painting ha infatti molto senso! Perché è un’esperienza, perché è potente e gentile ad un tempo, e perché è vera.
Al buio e articolata in un tempo lento, infatti, la sessione fotografica diventa una vera e propria performance. Inoltre il risultato è il frutto del lavoro congiunto di fotografa e modella, una co-creazione che acuisce il significato di ciò che si va facendo, valorizzando e potenziando il contributo del soggetto ritratto. Infine, al termine della sessione appena avvenuta, io amo mostrare alle mie modelle il risultato immediato del lavoro svolto, affinché sia chiaramente percepibile e godibile il fatto che quel ritratto lì è davvero frutto di ciò che si è vissuto, agito e illuminato insieme! Ed ecco allora che, tramite il ritratto in light painting, diventa possibile riconsegnare a qualcuno un’immagine di sé veramente meravigliosa e meravigliosamente vera. Qualcosa di cui tutti hanno bisogno. Qualcosa che è bello poter offrire!
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3. Qual è per te l’aspetto più semplice e quello più complesso di questa tecnica?
Ciò che mi ha sbalordito, lavorando in light painting, è la semplicità dell’impianto di base: tempi lunghi e luce in movimento. Questo porta facilmente a identificare questa tecnica con una macchina a cavalletto, una scena notturna e scie di luce più o meno ‘creative’. Ma il light painting è molto di più e anche ‘altro’ (io, per esempio, a volte muovo la fotocamera e ultimamente lavoro anche in luce ambiente). Se non è difficile approdare al light painting in sé, non è tuttavia immediato – secondo me –  farsene qualcosa di significativo. Usarlo per dire davvero qualcosa! Ciò che a me interessa di più di questa tecnica è l’articolazione dell’immagine a strati, a livelli: il tempo lungo e l’utilizzo attivo delle fonti di luce permette infatti di dipingere layer differenti, miscelati in modi non sempre facili da pre-vedere. Ecco. La vera complessità del light painting risiede forse nella sua impalpabilità: ogni traccia luminosa scompare subito alla vista (ma resta impressa sul sensore)… la maestria che va allenata sta nel prefigurarsi ciò che risulterà alla fine, segno dopo segno, livello su livello. La sfida è una sorta di… puzzle fotonico quadridimensionale*!
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4. Nei tuoi scatti ricorre sempre la figura femminile e il ritratto è l’elemento principale che li caratterizza. Come mai questa scelta?
Di-Donne-e-di-Dee-ritratti-in-light-painting-allebonicalzi-5Io sono una donna, una mamma, una libera professionista, una fotografa. Lo sono in Italia, nel 2016 e non è facile. Il sessismo, la discriminazione, gli stereotipi di genere, sono all’ordine del giorno e c’è davvero ancora tanta strada da fare per raggiungere una parità, un rispetto reciproco, una solidarietà e una cultura della differenza che, invece, dovrebbero essere la norma, secondo me. Io voglio fare la mia parte per cambiare tutto questo e consegnare alle mie figlie un mondo più equo e maggiormente capace di accogliere la diversità come ricchezza e valore. Occupandomi di immagine, lo faccio attraverso il ritratto, soprattutto del femminile ma non solo. Per questo propongo il light painting: per promuovere un’immagine di sé varia, articolata e sorprendente. E per offrire alle donne (ma anche ai loro uomini) un’opportunità di viversi e di vedersi potenti e creative. Affinché sia più facile amarsi, anche e proprio perché non perfette. Belle perché uniche.
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5. Pensi che continuerai a sperimentare con la pittura di luce? Proverai con nuovi generi o continuerai con l’illuminazione di soggetti? 
Come si sarà intuito, io ho appena cominciato! Al momento, il light painting mi offre sia spunti sia strumenti affilatissimi per portare avanti tanto la mia ricerca estetica quanto la mia battaglia culturale. Continuerò quindi il mio cammino nel ritratto di luce, ampliando la mia esperienza il più possibile. Mi piacerebbe ritrarre soggetti sempre nuovi – non solo femminili – e mi piacerebbe lavorare con gruppi di persone anche ampi, nonché con soggetti in movimento. Sempre in light painting e sempre ritratti. Per ora.
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6. Hai progetti per il futuro?
Da un punto di vista tecnico, voglio inserire nei miei ritratti anche del testo. Ho già fatto alcuni esperimenti al riguardo, ma non sono ancora soddisfatta dei risultati.
Con questo linguaggio (immagine+testo) vorrei poi realizzare una serie sugli archetipi del femminile: è un progetto che ho in mente da tempo, ma che ancora non ha trovato la sua ‘incarnazione’ ideale! Inoltre sto progettando una sorta di workshop che sia facilmente proponibile a piccoli gruppi, in giro per l’Italia (o il mondo!). Per il resto, continuo a sperimentare! Perché, davvero, nella vita non si finisce mai di imparare (e questo è il bello!).
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7. Generalmente chiediamo di salutare i nostri lettori, quindi ci fai un saluto?
So che può suonare retorico, ma per me la cosa essenziale nella vita è conferire senso a ciò che si fa e condividerne la bellezza.
Per questo il mio augurio, per tutti e tutte, non può che essere di trovare il modo di dare corpo e luce ai propri progetti, qualunque essi siano!
Che è poi quello che sto facendo anch’io, letteralmente.

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* Lo so che suona un po’ come una sparata ma, a pensarci bene, un’immagine in light painting che cos’è, se non il frutto gioioso di elementi luminosi composti nello spazio tridimensionale e nel tempo? Un rompicapo spazio-temporale fatto della materia di cui è fatta la luce!
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Intervista di Valeria Ricci

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